| come sostenerci |
| breve riflessione...
Ponte San Leonardo, Federico e io a passeggio ne vediamo
di sghembo la curvatura sospesa nell’acqua.
“Di cosa è fatto il ponte nonno?”
“Di pietre, Federico, te l’ho detto tante volte.
E’ un ponte antico, e in quei tempi non usavano altri materiali”
“Ma perché sta su? E’ una magia’”
Tento una spiegazione assai difficile, e mi viene
in mente il dialogo tra Marco Polo e Kublai Khan, riportato da Calvino:
“Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra – Ma qual è la pietra
che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kahn.
- Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra – risponde Marco –
ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kahn rimane silenzioso, riflettendo. Poi, soggiunge:
- Perché mi parli delle pietre? E’ solo dell’arco che mi importa.
Polo risponde: - Senza pietre non c’è l’arco”.
Mi sorprendo a pensare che anche le parole di un discorso sono come
le pietre di un ponte: senza costrutto grammaticale e sintattico
precipitano in un vuoto senza significato. D’altra parte senza parole
non c’è discorso. Anche la vita dell’uomo è così.
L’esistenza è fatta di eventi che si susseguono nel tempo.
Breve o lungo che sia. Ma senza la consapevolezza e la volontà di
un progetto che unisca gli eventi, questi diventano meri accadimenti
e si dissolvono: polvere della storia”.
tratto da:
Nonno cosa c’è dopo il mondo? – il diario di un nonno alla scoperta dei nipoti
di Giorgio Tosi
Edizioni Marsilio
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